Da metà giugno a metà agosto, Tricy ha fatto parte della squadra CRI in bici del comitato di Torino. Un progetto nato per permettere alla Croce Rossa di stare vicino alla cittadinanza anche in luoghi difficilmente accessibili alle ambulanze. Ci siamo fatti raccontare com’è andata l’esperienza con Tricy da Giorgio Peyron, volontario del gruppo CRI in bici di Torino.
Può raccontarci il progetto CRI in bici e i suoi obiettivi?
Come comitato di Torino ci siamo accorti che ci sono alcuni luoghi della città difficilmente accessibili alle ambulanze, ma molto frequentati dai cittadini. Come le vie pedonali del centro, i giardini pubblici dove soprattutto nel periodo primaverile ed estivo c’è una forte presenza di persone e difficoltà di accesso con i mezzi tradizionali.
Quindi, considerato che l’obiettivo della Croce Rossa è di stare vicino alla cittadinanza e aiutarla in caso di bisogno, abbiamo pensato alla bicicletta per raggiungere questi spazi difficilmente accessibili. E così abbiamo aderito al progetto CRI in bici.
Come è nata l’idea di utilizzare Tricy all’interno del progetto CRI in bici?
Io mi occupo per CRI in bici della parte di ricerca di sponsor e di aiuti esterni. Per puro caso una mattina, visto che vado in vacanza a Graglia – nella provincia biellese – ho visto un articolo che raccontava l’utilizzo di due Tricy da parte della Croce Rossa di Biella per l’Adunata Nazionale degli Alpini.
Ho visto questo mezzo che ha le caratteristiche della bicicletta, ma ha anche la possibilità di trasportare comodamente degli oggetti, quindi ho immediatamente pensato allo zaino sanitario, alle bombole di ossigeno, al defibrillatore che la squadra di CRI in bici deve portare in giro per intervenire in caso di prima emergenza.
Tricy mi è subito sembrata ideale per le esigenze di mobilità del progetto CRI in bici e quindi vi ho chiamato trovando subito delle persone molto gentili e proattive. È stato facile trovare un accordo per utilizzare Tricy.
Può raccontarci un impiego concreto durante le operazioni di soccorso? E cosa avete notato di più vantaggioso rispetto a una bici normale?
Allora, i vantaggi di Tricy rispetto a una bici normale che hanno riscontrato le nostre squadre nell’utilizzo sono questi:
- Stabilità e sicurezza dell’operatore. Mi vengono in mente ad esempio le rotaie del tram che con una bici normale possono essere insidiose, mentre per Tricy non lo sono: se ti entra una ruota nelle rotaie non succede nulla. Inoltre, Tricy è molto più stabile ed è praticamente impossibile cadere, mentre da una bici normale è possibile.
- Visibilità. In sella a Tricy sei molto più al sicuro perché gli altri utenti della strada ti vedono molto meglio rispetto a una bici normale e quindi l’operatore può intervenire in sicurezza.
Questi punti sono in ottica di sicurezza dell’operatore. Perché la prima cosa che un operatore deve fare prima di intervenire è assicurarsi di essere al sicuro. Poi interviene. - Comodità. Il cargo è molto più comodo delle borse o dello zaino portato a spalla per trasportare le attrezzature di primo soccorso che la squadra in bicicletta deve portarsi dietro. È molto più stabile, comodo e meno faticoso. E queste sono tre cose molto importanti. In più, dato che l’attività di CRI in bici la svolgiamo principalmente nel periodo caldo, il cargo di Tricy ci ha permesso anche di portare in giro delle bottigliette d’acqua che sono la prima cosa utile per aiutare chi ha un problema di calore. E con Tricy si riesce a portare l’acqua molto più comodamente.
Questi sono, a nostro avviso, i vantaggi di Tricy rispetto a una bicicletta tradizionale.
Che tipo di equipaggiamento è stato trasportato nel vano posteriore?
In generale l’equipaggiamento è composto da:
- Zaino sanitario con tutte le attrezzature di primo soccorso
- Respiratore e bombole
- Defibrillatore
La nostra scuderia di CRI in bici è composta solitamente da 4 biciclette tradizionali con pedalata assistita sulle quali abbiamo montato delle borse posteriori. Però in questo caso, lo zaino sanitario va suddiviso tra le biciclette ed è molto più scomodo.
Con Tricy invece, la squadra è formata da Tricy più altre due biciclette, quindi tutta la strumentazione viene messa nel cargo di Tricy e gli altri due operatori in bici possono permettersi di viaggiare liberi.
C’è stato qualche episodio curioso che ha riguardato Tricy?
La prima volta che siamo usciti con Tricy, siamo stati fermati a un semaforo e una persona ci ha detto: “Ma come? La Croce Rossa ha finito i soldi e usa le biciclette al posto delle ambulanze?”.
Questo fatto indica che Tricy si fa notare molto più di una bicicletta.